Lo shaykh Sanko Mohamadi, capo degli ʿulamāʾ sunniti in Francia, annuncia il suo tašayyuʿ

 Lo shaykh Sanko Mohamadi, capo degli ʿulamāʾ sunniti in Francia, annuncia il suo tašayyuʿ

Lo shaykh Sanko Mohamadi, capo degli ʿulamāʾ sunniti in Francia, annuncia il suo tašayyuʿ

«Ero in una totale incoscienza… mi sono svegliato ed ho abbracciato il tašayyuʿ»

Ha riferito al-Sayyid Walīd al-Baʿāj che lo shaykh Sanko Mohamadi, imām di una moschea e di un centro per le fatwā, nonché presidente degli ʿulamāʾ ahl al-sunna in Francia, ha annunciato il suo tašayyuʿ nella città santa di Karbalāʾ, durante la sua visita in Iraq.

Al-Sayyid al-Baʿāj ha aggiunto che «lo shaykh Mohamadi è conosciuto laggiù per i suoi progetti di costruzione di moschee. Le sue origini sono del Camerun, vive in Francia da più di 43 anni e possiede la cittadinanza francese. È la prima volta che visita l’Iraq e la santa Karbalāʾ».

Dice ancora al-Sayyid al-Baʿāj: «L’ho incontrato e ho discusso con lui nei corridoi di quei luoghi sacri a Karbalāʾ, in occasione dell’Ottavo Festival “Rabīʿ al-Shahāda”. Con noi c’era il caro fratello, il ricercatore tunisino Muḥammad Ṣāliḥ al-Hanshir, che conosce bene il francese e l’arabo ed era il nostro interprete».

Al-Sayyid al-Baʿāj racconta:
«Più di una volta l’interprete si è fermato, incapace di completare per me la traduzione di ciò che diceva Sanko, perché i singhiozzi lo soffocavano, vedendo l’emozione e l’ammirazione che Sanko mostrava verso il tašayyuʿ, e il fatto che ne dichiarasse l’adozione.

Questo shaykh, che ha conosciuto ora il tašayyuʿ e lo ha abbracciato, mi ha detto:

“Per me, Karbalāʾ, al-Ḥusayn e gli iracheni rappresentano una scoperta straordinaria. Era impossibile immaginare gli iracheni così accoglienti. Tutti i miei familiari e amici si sono messi contro di me, dicendomi di non visitare l’Iraq e Karbalāʾ. Pensavo che l’Iraq fosse solo un campo di battaglia, ma ho insistito per venire in visita”».

Al-Sayyid al-Baʿāj continua:
«Quando gli ho chiesto: “Come hai trovato i sciiti?”, ha risposto:

“Adesso ho conosciuto i sciiti a Karbalāʾ. Non li conoscevo affatto come li conosco ora. È come se oggi mi aveste lavato il cervello da tutto quel retaggio oscuro. La mia scoperta dei sciiti ha liberato la mia mente, ha liberato il mio intelletto: oggi sono libero. Ciò che ho visto e trovato qui è diventato per me un dovere da trasmettere interamente al mondo, che è tenuto all’oscuro da questa verità”.

Ha detto ancora:

“Ero in una totale incoscienza. È davvero doloroso che io abbia 68 anni e non abbia conosciuto i sciiti prima d’ora”».

Lo shaykh Mohamadi ha aggiunto:

«Sarò un soldato tra i soldati del tašayyuʿ; farò conoscere al mondo i sciiti. Trasmettete questo da parte mia a al-Sayyid al-Sīstānī. Ora ho conosciuto il vero Islam. Eccomi qui, piango mentre visito l’Ahl al-Bayt del Profeta (عليهم السلام), coloro che hanno nascosto a noi. Ho visitato al-Madīna al-Munawwara, ma lì non ho trovato l’Ahl al-Bayt (عليهم السلام), non li ho conosciuti. Oggi li ho scoperti»».

Al-Sayyid al-Baʿāj aggiunge:

«Quando gli ho detto (cioè allo shaykh Mohamadi): “Devi leggere molto sul tašayyuʿ, affinché tu possa discutere e trasmettere al mondo l’immagine limpida e pura dei sciiti”, ha risposto:

“Sì, voglio da voi libri in lingua francese”.

Quando ho saputo che faceva parte della delegazione venuta dalla Francia, mi sono messo in contatto con il fratello al-Shaykh Murtaḍā al-Khalīq della Fondazione al-Sayyid al-Khūʾī in Francia. Mi ha detto: “Ho già comprato per lui dei libri in francese. Forse potrete inviarne altri tramite Dār al-Nashr Anṣāriyān, che pubblica in francese”. Li ho rassicurati al riguardo.

Io e il fratello interprete tunisino, al-Hanshir, avevamo le lacrime agli occhi, mentre vedevamo come la luce dell’Ahl al-Bayt (عليهم السلام) avvolgeva quest’uomo, e come egli piangeva per gli anni della sua vita trascorsi, come lui stesso diceva, in incoscienza e ignoranza».