🇮🇹 Traduzione del dialogo di Ibrāhīm Koulibaly con uno dei grandi shaykh sufi

🇮🇹 Traduzione del dialogo di Ibrāhīm Koulibaly con uno dei grandi shaykh sufi

Il dialogo del fratello mustabṣir Ibrāhīm Koulibaly con uno dei grandi shaykh del sufismo

Contraddizione nella contraddizione

Racconta il fratello Ibrāhīm Koulibaly questo episodio, dicendo:

«Ho trascorso la maggior parte dei giorni della mia infanzia presso mia zia, che era molto affezionata a me, al punto da preferirmi ai suoi figli. Desiderava che io diventassi, in futuro, un dotto religioso, perciò mi spingeva e mi incoraggiava in quella direzione. Mia zia era sufi, seguace della ṭarīqa tijāniyya.

Dopo il mio viaggio verso il mondo dei Thaqalayn e l’illuminazione della mia vista interiore con la luce dell’Ahl al-Bayt (عليهم السلام), ebbi una discussione con uno dei figli di mia zia a proposito degli sciiti e del tašayyuʿ. Venuto a sapere che ero sciita, corse subito da mia zia e glielo riferì.

Mia zia mi chiese riguardo a questa “nuova religione”, e io le risposi, ma lei non si convinse. Decise allora di chiedere spiegazioni a uno dei grandi shaykh sufi. Lo shaykh mi invitò, e tra noi si svolse il seguente dialogo:

Mi chiese dei membri della Famiglia del Profeta (Ahl al-Bayt عليهم السلام), e se fosse vero che io credessi nel loro madhhab. Risposi di sì. Disse: “Anche noi li amiamo, riconosciamo il loro diritto, il loro merito e la loro precedenza su tutto il creato. Abbiamo persino una formula di dhikr con il nome dell’Imam ʿAlī b. Abī Ṭālib, che ripetiamo in battaglia. Crediamo che chi conosce questo dhikr e lo recita non venga colpito dalle armi e non sia raggiunto da disgrazia nel campo di battaglia. E così anche per il resto della ʿitra (Famiglia del Profeta): abbiamo dhikr speciali con i loro nomi, che recitiamo nei momenti appropriati. Tuttavia, nonostante tutto questo, c’è qualcosa che impedisce di sollevare questo argomento!”.

Gli chiesi: “E qual è l’impedimento?”.

Disse: “La questione del califfato, ciò che è accaduto a Saqīfa e ciò che seguì, appartiene al passato; non c’è alcuna utilità nel riportarla alla luce!”.

Gli risposi: “E come puoi negare l’utilità? Non siamo forse comandati a trarre lezione dagli eventi e a evitare gli errori di chi ci ha preceduti? Non è forse vero che le sciagure di oggi sono legate a quel giorno? Non siamo forse comandati a unirci sotto un’unica bandiera di guida, che è la bandiera di Āl Muḥammad (صلى الله عليه وآله وسلّم)?

O shaykh, il vostro continuo ripetere dhikr che contengono i nomi dell’Ahl al-Bayt non rappresenta altro che aggrapparsi al ramo e abbandonare la radice!”.

Alla fine, lo shaykh disse a mia zia: “Non c’è nulla da temere per tuo nipote: il suo madhhab è corretto!”.

Così il fratello Koulibaly si è lanciato in questo vasto orizzonte, proseguendo i suoi studi sistematici nelle ḥawza dell’Ahl al-Bayt (عليهم السلام). Oggi egli è predicatore e guida, che indirizza la gente del suo Paese verso la via della verità